DiSTA, Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroambientali

Area di Entomologia "G. Grandi"

FACOLTA' DI AGRARIA UNIVERSITA' DI BOLOGNA

Gli insetti delle piante forestali e inurbate
Piero Baronio

Alloro




Indice degli alberi


Home Entomologia

Ceroplaste del Giappone
Ceroplastes japonicus Green (Homoptera Coccidae)
Sintomi - Incrostazioni più o meno estese di soggetti adulti e giovani del fitofago su rametti e foglie, di cui infesta la pagina superiore e inferiore, il tutto accompagnato da abbondante melata e conseguenti fumaggini che fanno assumere alle piante un aspetto nerastro.
Descrizione
Adulti

le femmine da giovani hanno un rivestimento ceroso di forma subrettangolare quasi piatto, con un piccolo orlo marginale, che distingue una piastra dorsale di colore rosso brunastro contornata da filamenti non ben definite di cui una cefalica triforcuta con apici acuti, altre in area anterolaterale e mediolaterale di forma semplice mentre quelle in posizione postero laterale sono biforcate, infine le piastre caudali sono debolmente divise e biforcate all’apice. Ricoperto di uno spesso strato di ceracela. La lunghezza compresa è compresa tra 2,5 e 5 mm. La femmina matura di colore che varia da grigiastro a bianco rosato è di forma semiovoide o semisferica senza orlo marginale piastre e nuclei senza nascondere filamenti. Le antenne sono di 6 articoli e le zampe, ben sviluppate, distinguono digituli sulle unghie. Lungo il margine ci sono delle setole stigmatiche distribuite su due file, una di 3-4 più grani che si estendono sul dorso, mentre l’altra costituisce una fila continua costituita in media di 111 elementi suddivisa in un gruppo anteriore e posteriore da 2-7 setole non stigmatiche. Le 3-4 setole del lobo anale sono più grandi delle altre. Il dorso nelle femmine giovani è membranaceo con ben distinte 1 area cefalica e 6 laterali. Su di esso sono distribuiti pori dischi triloculari, alcuni quadriloculari e biloculari. In media 10 pori dischi preoperculari sopra la placca anale con 3-4 setole dorsali e una ventrale. Al ventre si trova una banda submarginale, costituita da 2-3 dotti tubulari, che dagli occhi arriva ai processi caudali dove ci sono in media 41 pori dischi cinque loculari nella parte anteriore e 50 in quella posteriore. Inoltre si trovano numerosi pori dischi multiloculari. La lunghezza è compresa tra 2,3 e 5 mm.

I maschi alati hanno il corpo e le appendici ricoperti di setole, la testa triangolare con antenne filiformi di 10 antennomeri. Torace, protorace membranaceo; mesotorace con prescuto sclerotizzato, come lo scuto che mostra un'area mediana membranacea, scutello ampio e tabulare. Le apofisi mesosternali e i processi mesopleurali delle ali sono ben sviluppati. gli scleriti basilare e subalare sono differenziati; metatorace senza posnoto. cresta metapleurale e processi alari ben sviluppati. Ali ialine, piuttosto corte e relativamente larghe. zampe lunghe e sottili. Addome, con i tergiti da I a IV non sclerificati e da V a VII sclerificati; gli urosterniti da I a IV debolmente sclerificati e da V a VII ben sclerificati, l’estensione caudale del VII urite è affusolata e ben sclerificata; L’VIII urite con l’estensione caudale è sclerificato con, a volte, sul tergo due corte setole. il segmento genitale differenzia l’ano sulla superficie dorsale anteriormente alla guaina dell’edeago. La lunghezza è di circa 2,1 mm.


Neanidi:

Le femmine di prima età hanno corpo ovale. Le antenne di 6 segmenti. Le zampe hanno digituli tarsali. Ogni fessura stigmatica porta tre setole coniche spuntate. Lungo il margine del corpo sono presenti setole: 6 tra gli occhi,11 tra gli occhi e il lobo anale, 1 setola più lunga delle altre sul lobo anale. Le placche anali hanno 3 setole dorsali di cui la mediana è più lunga e più forte e 3-4 dischi con 5 pori in ciascuno dei solchi stigmatici. La lunghezza è di 0,375 mm.

Le femmine di seconda età sono rosso mattone, ovoidali con la metà anteriore più larga, antenne di 6 articoli con peli e due setole sul IV antennomero. zampe ben sviluppate con due digituli tarsali. Il margine differenzia setole: 6 tra gli occhi, 2 tra gli occhi e la piega stigmatica anteriore, 2 tra la piega stigmatica anteriore e posteriore, 8 tra la piega stigmatica posteriore e il lobo anale. Il dorso membranaceo non ha aree definite e ha placche anali triangolari, nel solco stigmatico ci sono, su di una fila da 5 a 8 dischi con 5 pori. La lunghezza è pari a 0,848 mm.

Le femmine di terza età di forma ovale con antenne di 6 segmenti e due paia di setole interantennali. Le zampe ben sviluppate hanno due digituli tarsali. Lungo il margine ci sono setole stigmatiche: 16, in media, sia nel gruppo anteriore che in quello posteriore tra questi due gruppi ci sono da 3 a 5 setole, altre 3-4 setole sono sul lobo anale. Il dorso membranaceo senza aree definite ha pori dischi triangolari trilocolari e biloculari e la placca anale triangolare; mentre pori dischi quinqueloculari si trovano nelle piega stigmatica dove in media ci sono 15 elementi nella banda anteriore e 14 in quella posteriore.

I maschi sono bianchi opachi con una struttura di cera secca oblunga a forma di stella con una piastra centrale sporgente di forma ovale leggermente allargata anteriormente dove è anche più elevata, con una corona di 13 proiezioni, sempre di cera, di cui quelle anteriori di aspetto triforcuto, a cui si aggiungono 2 piccole proiezioni delle placche anali. La lunghezza è di circa 21mm.

La seconda età mostra un corpo ovale e leggermente convesso dorsalmente e di colore marrone. Il dorso è membranaceo con le placche anali subtriangolari, ampie e con i margini interni leggermente divergenti portano una setola sul margine e due più interne. La piega genitoanale porta 4 paia di setole, mentre l’anello anale differenzia 6 setole. Sul margine le setole sono disposte su un’unica fila: 6 tra gli occhi e 10 su ogni lato. Il lato ventrale membranaceo differenzia piccole spine attorno alla fessura anale e setole in righe submarginali submediali a livello dell’addome inoltre sono differenziati pori dischi spiracolari quinqueloculari. Le zampe sono ben differenziate con la presenza di digituli.

Prepupe: di forma allungata più stretta a livello del capo e più larga a livello dell’addome. la divisione del corpo in testa, torace e addome non è chiara. Il capo porta antenne di 9 segmenti non ben definiti e manca di appendici boccali e occhi semplici. Il torace con differenziati gli abbozzi alari mantiene le zampe anteriori dirette in avanti e le altre quattro dirette all’indietro. La lunghezza è in media di 0,855 mm,

Pupe: di forma ovale allungata affusolate anteriormente, con testa, torace e addome non ben distinti ed esoscheletro membranaceo. Testa abbastanza sclerificata con antenne di 9 antennomeri. Torace chiaramente segmentato differenzia zampe ben sviluppate. Addome con una segmentazione evidente e 2 paia di setole dorsali. L’estensione caudale dell’VII è ben sviluppata mentre non lo è quella dell’VII. La lunghezza è di 0,926 mm.


Biologia - Compie una sola generazione all'anno e supera l'inverno come femmina giovane trasferendosi sui rami di piante a foglia caduca, che di piante sempreverdi, dove possono rimanere anche sulle foglie. Le femmine si trovano nell'ambiente dalla seconda decade di settembre fino alla metà, o poco più, di luglio dell'anno successivo. L'ovideposizione, in relazione alle latitudini, alle condizioni ambientali e alla pianta ospite, può inziare alla prima decade di maggio o ritardare l'inizio fino al limite della seconda decade di giugno per poi continuare per 40-50 giorni. Sull'alloro le femmine sono più piccole rispetto a quelle sviluppatesi su altre piante, e meno feconde, infatti depongono in media 692 uova contro, ad esempio, le 1094 prodotte in media dalle femmine che si sono alimentate su edera. Lo sviluppo preimmaginale si completa attraverso tre età neanidali che richiedono un tempo compreso tra 90 e 137 giorni, intervallo che di solito comincia a giugno per finire a settembre. Dalla seconda metà di giugno fino alla prima quindicina di luglio si trovano le neanidi di prima età, con due comportamenti che portano le forme neosgusciate a vagare per poi fissarsi dove svolgono tutto il resto della vita preimmaginale.
Le femmine che si sono spostate sui rami non compiono altri spostamenti e nella tarda primavera dell'anno successivo ovidepongono riproducendosi pressochè sempre partenogeneticamente. Infatti i maschi compaiono in numero assai limitato e, non tutti gli anni, in settembre. Le conseguenze di un massiccio attacco di C. japonicus sono la filoptosi con conseguente deperimento della pianta, fatti preceduti, sempre, dalla deturpazione dovute alla ingente quantità di melata e conseguente sviluppo su di essa della fumaggine. Il coccide si manifesta in maniera invadente e dannosa solo in ambiente urbano.
Periodo di dannosità - Da giugno a tutto settembre.
Tecniche di risanamento - Oli bianchi attivati contro le neanidi fissate, per questo i trattamenti vanno compiuti entro la seconda metà di luglio.