DiSTA, Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroambientali

Area di Entomologia "G. Grandi"

FACOLTA' DI AGRARIA UNIVERSITA' DI BOLOGNA

I Sirfidi come bioindicatori: lo stato dell’arte in Italia

Fumetto sirfide
Giovanni Burgio & Daniele Sommaggio

Il testo e le immagini sono tratte da presentazioni degli autori mostrate ai seguenti convegni:
- XIX Congresso Nazionale Italiano di Entomologia, Catania, 15-15 giugno 2002
- Landscape Management for Functional Biodiversity, IOBC-OILB, WPRS/SROP, Bologna 11-14 maggio 2003
- II International Symposium on the Syrphidae, Alicante, 16-19 giugno 2003


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Ecologia larvale

I Sirfidi presentano larve con una forte differenziazione nelle esigenze ambientali, il che li rende, almeno potenzialmente, degli ottimi bioindicatori. Va tuttavia evidenziato che la biologia delle larve è ancora fortemente lacunosa. In questi ultimi anni l’avvento di alcuni lavori soprattutto di ROTHERAY (1986, 1993) e ROTHERAY e GILBERT (1999) hanno permesso di incrementare notevolmente la conoscenza della biologia larvale dei Sirfidi (Figura 4). Riassumendo lo stato della conoscenza della biologia dei Sirfidi (SPEIGHT, 2001), e mettendo a confronto la situazione inglese con quella italiana, si possono fare alcune considerazioni. Emerge immediatamente come la conoscenza della biologia larvale delle specie italiane sia molto scarsa: solo per il 38,7 % delle specie si può affermare di conoscere con discreta precisione la biologia larvale; questo dato è di quasi il 70 % per l’Inghilterra (Figura 5). Circa la metà delle specie italiane sono ignote come biologia larvale. E’ quindi necessario poter disporre di maggiori informazioni sulla biologia larvale al fine di poter valutare meglio le esigenze ambientali delle singole specie. Ricordiamo fra l’altro che sono le larve i veri e propri indicatori biologici, poiché queste sono legate strettamente al microambiente.

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