DiSTA, Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroambientali

Area di Entomologia "G. Grandi"

FACOLTA' DI AGRARIA UNIVERSITA' DI BOLOGNA

I Sirfidi come bioindicatori: lo stato dell’arte in Italia

Fumetto sirfide
Giovanni Burgio & Daniele Sommaggio

Il testo e le immagini sono tratte da presentazioni degli autori mostrate ai seguenti convegni:
- XIX Congresso Nazionale Italiano di Entomologia, Catania, 15-15 giugno 2002
- Landscape Management for Functional Biodiversity, IOBC-OILB, WPRS/SROP, Bologna 11-14 maggio 2003
- II International Symposium on the Syrphidae, Alicante, 16-19 giugno 2003


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Metodi di campionamento

Due importanti caratteristiche dei Sirfidi, rendono il campionamento di tale gruppo abbastanza difficoltoso: l’elevata mobilità degli adulti e la difficoltà di reperire le larve, caratterizzate da costumi prevalentemente notturni. Le tecniche più comunemente usate nel campionamento degli adulti dei Sirfidi sono:
1) retino classico. Tale metodo è essenzialmente qualitativo, valido per matrici presenza-assenza o al limite per una stima dell’abbondanza relativa delle specie. E’ estremamente influenzato dalle condizioni atmosferiche e dalle capacità soggettive del raccoglitore. Può produrre una sovrastima di specie rare;
2) trappole Malaise (Figura 9). Caratterizzate da elevata efficacia e buona oggettività, possono portare a una sovrastima delle specie mobili e sottostimare, d’altra parte, specie poco volatrici. Per eseguire analisi statistiche e in generale per campionare in modo rappresentativo i siti, è necessario utilizzarle in repliche (batterie di trappole); per tale motivo, e per il fatto di non essere selettive, presentano un elevato costo di gestione. Molto indicate anche per studiare la fenologia e i periodi di volo, sono considerate il metodo standard per il campionamento dei Sirfidi (SPEIGHT et al., 1998).
3) trappole cromotropiche con colla. Essendo standardizzabili, consentono un approccio più quantitativo del retino e una più pratica gestione rispetto alle Malaise, anche se, per l’esigenza di utilizzare un solvente (esano, xilolo) per l’estrazione degli adulti, richiedono pur sempre un impegno in termini di tempo. Inoltre si deve tenere presente la tossicità nel lavorare con i solventi comunemente utilizzati. Anche in questo caso si possono presentare effetti di sovrastima di specie tipicamente volatrici, specie quelle con un volo non radente al suolo. D’altra parte tali trappole possono essere poco efficienti per le cattura di specie di grosse dimensioni.
4) Trappola ad acqua. Consistono in bacinelle d’acqua che vengono appoggiate a circa 50-100 cm dal terreno. Recentemente alcuni lavori hanno preso in considerazione tale metodo per il campionamento degli adulti di Sirfidi (es. Lohr, 2002). Sono economiche, standardizzabili, pratiche, ma gli esemplari devono essere raccolti abbastanza frequentemente (es 2 volte alla settimana) per non fare deteriorare il materiale biologico. Pertanto sono utilizzabili solo in siti che possono essere visitati con elevata frequenza
Le larve sono generalmente raccolte manualmente, anche se non sono di facile reperimento (attività notturna, mimetismo) e classificazione (vedi Rotheray, 1993 per le chiavi). Alcuni gruppi sono caratterizzati da elevata parassitizzazione (Figura 10) a carico di Imenotteri (Ferrari et al., 1998).

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