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Coptodisca sp.
Umberto Bernardo

Il genere Coptodisca Walsingham (=Aspidisca Chambers) (Lepidoptera: Heliozelidae), affine ad altri presenti in Europa (Antispila Hübner e Holocacista Walsingham e Durrant), comprende una ventina di specie, tutte segnalate nel Nord America (Opler, 1974, 2005; Hodges et al., 1983).

Tali specie sono spesso descritte solo superficialmente e sono distinte principalmente in base alla colorazione delle ali anteriori (Davis, 1999). Tutte le specie sono minatrici fogliari di piante arboree (Maier, 1988), e l’unica segnalata su Juglans (J. nigra L.) è la Coptodisca juglandella (Chambers) (Chambers, 1874). C. juglandella è molto simile a C. splendoriferella Chambers, la specie tipo del genere; entrambe però non sono univocamente identificabili su base morfologica.

Il primo ritrovamento in Europa di questo fitofago risale al settembre del 2010 ed è avvenuto in Campania (Lauro, Avellino) dove sono state notate delle mine fogliari sia su noce nero (J. nigra ) sia su noce da frutto (J. regia L.). Tali mine sono state riscontrate anche negli anni successivi in altre località campane e del Lazio (Bernardo et al., 2011). Dalle larve dell’insetto fillominatore sono stati ottenuti degli adulti (Fig.1) attribuiti al genere Coptodisca che presentano caratteristiche morfologiche e biologiche affini a C. juglandella. Tuttavia, in attesa di poter esaminare le specie congeneri americane, si preferisce evitare l’assegnazione di un nome specifico.

Dalle osservazioni di campo e di laboratorio effettuate è emerso che la specie sverna da larva matura in un fodero di forma ovale lungo circa 3 mm e largo circa 2 mm, che essa costruisce tagliando e imbrigliando con fili sericei parte dell’area fogliare corrispondente alla mina nella quale si è sviluppata.

Tali foderi si possono trovare sulle foglie, rami, tronchi e frutti delle piante ospiti, nonché sul terreno.

Le uova sono deposte isolate sulla lamina fogliare. Da ciascuna di esse si sviluppa una larva che si alimenta da minatrice del mesofillo fogliare.

Al raggiungimento dello stadio di larva matura, la mina ha la forma di una chiazza ovalare, con lunghezza massima di circa 8 mm e larghezza massima di circa 4 mm (Fig. 2).

La specie può svolgere fino a quattro generazioni annuali ma, ovviamente, l’andamento stagionale può determinare delle variazioni ed influenzare anche il periodo di sfarfallamento degli adulti. Solitamente i primi adulti dell’anno si osservano tra maggio e l’inizio di giugno mentre gli adulti dell’ultima generazione si osservano a fine settembre. Nel corso dell’anno c’è un accavallamento delle diverse generazioni con la presenza di larve neonate pressoché continua da giugno ai primi giorni di ottobre .

Dalle mine fogliari di Coptodisca sp. sono stati ottenuti diversi parassitoidi appartenenti a 9 generi della famiglia degli Eulophidae (Hymenoptera: Chalcidoidea).

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BIBLIOGRAFIA

CaptodiscaCaptodiscaCaptodisca

Una larva può consumare da 600 fino a 1200 afidi durante il suo sviluppo (Knodel et al., 1996), al termine del quale si fissa al substrato per mezzo del pigopodio (organo retrattile situato nell’ultimo segmento addominale). In questa fase la larva denominata eopupa (sensu Grandi) assume una posizione ricurva, denotando una relativa immobilità ed una scarsa reattività alle sollecitazioni. In seguito la prepupa abbandonerà la cuticola larvale trasformandosi in pupa da considerarsi come emioica.

Lo sfarfallamento dell’adulto avviene attraverso la rottura di una linea di sutura trasversale e longitudinale posta nella parte dorsale della cuticola pupale (Majerus, 1994).L’adulto presenta un’elevata variabilità intraspecifica: lunghezza da 4,81-7,47 mm e larghezza da 3,90-5,89 mm (Chapin e Brau, 1991). Le elitre sono caratterizzate da una notevole variabilità cromatica (Komai, 1956) con colorazioni che variano dal giallo pallido al rosso, è molto variabile il anche nel numero di punti.

Il riconoscimento dei due sessi si basa sull’osservazione di una banda scura a forma di M, presente sul clipeo della femmina in corrispondenza del labbro superiore. Nel maschio questa zona è completamente bianca (Chapin e Brau, 1991).

Danni

Il danno è di tipo indiretto in quanto solo le foglie sono interessate dall’infestazione del fitofago; la presenza di mine con fori sulla lamina fogliare (Fig. 3) è facilmente distinguibile anche perché al momento questo fitofago è l’unico segnalato in Europa che provoca tale tipo di danno su J. regia.

L’intensità del danno non sembra elevata anche se in alcuni anni il 100% delle foglie composte ha presentato mine del fitofago. Questo conferma quanto evidenziato per altre specie di Heliozelidae (Antispila spp. e Holocacista spp.) che sono state segnalate negli ultimi 20 anni su piante coltivate in Italia (Alma, 2005; Baldessari et al., 2009; De Tomaso et al., 2008). Con l’eccezione di occasionali esplosioni demografiche, le specie di Coptodisca non sono considerate dannose nei loro Paese d’origine (Heyerdahl e Dutcher, 1985).

BIBLIOGRAFIA