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Dryocosmus kuriphilus
Fabrizio Santi, Stefano Maini

L’imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu (Hymenoptera Cynipidae), è una specie originaria della Cina ed è caratterizzata dalla capacità di indurre la formazione di galle sul genere Castanea. La vespa cinese del castagno, come comunemente è nominata in Italia, è considerata da tempo uno dei nemici più pericolosi della coltura, non solo nel nostro paese ma anche in altre parti del mondo. La prima segnalazione del suo acclimatamento in Italia, e quindi in Europa, è del 2002 (Brussino, 2002). Il fitofago galligeno si è accidentalmente introdotto in Piemonte, in provincia di Cuneo, probabilmente dopo il trasporto, nel 1985 e 1986, di 8 nuove cultivar di castagno provenienti dalla Cina. Si ritiene pertanto questa la causa che ha prodotto l’ingresso e naturalizzazione della vespa del castagno in questa regione (Aebi et al., 2006). Quindi dal Piemonte il cinipide è ormai diventato dannoso in quasi tutto il territorio castanicolo nazionale (Bosio et al., 2010; Graziosi e Santi, 2008) ed è stato segnalato in altre nazioni Europee come si riporta nell’introduzione dell’articolo recente di Panzavolta et al., 2011.

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BIBLIOGRAFIA

PARASSITOIDI

D. kuriphilus adulto
Larva Dryocosmus

D. kuriphilus attacca solo il castagno; sia la pianta selvatica che le varietà da frutto. La vespa cinese o asiatica (indicata internazionalmente col nome Asian Chestnut Gall Wasp, ACGW) compie una generazione all’anno e si riproduce, come descritto nel passato e confermato più recentemente (Zhu et al., 2007), per partenogenesi telitoca (fenomeno di anandria e spanandria), ovvero sono presenti solo femmine che, ovviamente, non hanno bisogno dell’accoppiamento con i maschi per deporre le uova. Le femmine sfarfallano dalle galle in primavera-estate (in genere dalla metà di giugno nel bolognese, Santi e Maini, 2011), e depongono le uova a gruppi di 3 - 5 dentro le gemme per mezzo di un ovopositore a terebra descritto molto dettagliatamente in Romani et al., 2010. Ogni femmina può deporre 100 - 180 uova. Più femmine possono deporre nella stessa gemma, che così può contenere fino a 25 uova. Dopo circa 40 giorni dalla deposizione, le uova si schiudono e le larve si sviluppano molto lentamente all’interno della gemma per tutto l’autunno e l’inverno fino a completare la prima età larvale. In questa fase il cinpide è pressoché invisibile. Le gemme infestate sono difficilmente individuabili dall’esterno. A primavera, in corrispondenza della ripresa vegetativa, sui nuovi getti in formazione dalle gemme colpite si sviluppano galle, dapprima verdi, poi rossastre, di circa 1 - 2 cm. Le galle sono localizzate alla base dei getti, nei piccioli delle foglie o sulla nervatura centrale, e contengono da 1 a 7 ‘celle’ (alcuni autori queste le indicano come ‘cellette’ e altri come ‘loculi’ in inglese più comunemente vengono indicate come chambers) larvali. Dentro queste celle le larve apode, lunghe 2 - 2,2 mm, si alimentano intensamente per circa 30 giorni fino al completamento della terza e ultima età, per poi impupare (per la descrizione delle larve si veda Viggiani e Nugnes, 2010). Le femmine adulte, di 2,5 mm di lunghezza, fuoriescono dalle celle e quindi dalle galle. Si possono nutrire di sostanze zuccherine (Romani et al., 2010), probabilmente melata di afidi, e si dirigono in volo per andare a deporre le uova nelle gemme dei rametti della stessa e di altre piante di castagno. Germinara et al. (2010) hanno indagato sulle sostanze volatili coinvolte nella localizzazione della pianta ospite da parte delle femmine. Il periodo di sfarfallamento varia in base all’andamento stagionale e secondo un gradiente di altitudine: può verificarsi da fine maggio in castagneti di collina fino a luglio – agosto nelle località alle quote più alte. Per l’avvistamento (oltre all’evidente esame visivo delle galle) possono essere impiegate trappole a colla vischiosa gialle avendo cura di riconoscere con attenzione le femmine di D. kuriphilus rispetto ad altri eventuali specie di insetti attirati dal colore (Viggiani e Voto 2009). Dopo lo sfarfallamento delle femmine i getti con le galle si seccano e rimangono sulla pianta anche per lungo tempo (nelle nostre colline si verifica a partire da metà luglio – agosto). BIBLIOGRAFIA