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Parassitoidi indigeni di Dryocosmus kuriphilus

Numerosi parassitoidi nativi, provenienti soprattutto dai cinipedi galligeni presenti su quercia, sono stati in grado di adattarsi al nuovo ospite accidentalmente introdotto (Aebi et al., 2007; Speranza et al., 2009). Dal 2002 ad oggi sono stati segnalati parassitizzare D. kuriphilus in Italia 30 specie di imenotteri calcidoidei appartenenti a 6 famiglie (Quacchia et al., 2011). La maggior parte dei parassitoidi che in Italia si sono “adattati” a questo nuovo ospite, pur essendo così numerosi, arrivano però nella generalità a parassitizzare il cinipide solo alla fine della primavera, incontrando il galligeno in uno stadio non ottimale per la parassitizzazione (Aebi et al., 2006, 2007; Aebi et al., 2011). Questa sfasatura temporale è, per lo più, dovuta al fatto che queste piccole vespe parassitoidi, provenienti dalle quercie, hanno almeno due generazioni all'anno rispetto all'unica del cinipide del castagno. I parassitoidi, quindi, svolgono una prima generazione sulle larve di cinipidi indigeni viventi dentro galle di quercia o altre piante all'inizio primavera, poi gli adulti fuoriusciti vanno a parassitizzare le larve del cinipide esotico del castagno. Questo, ad esempio, è il caso da noi osservato del parassitoide Megastigmus dorsalis (F.) (Santi, Maini, 2012).

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PARASSITOIDI

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Megastigmus

Torymus flavipes

Si è osservato il Torymus flavipes (Walker) , un parassitoide indigeno non segnalato su D. kuriphilus in Cina, Giappone, Corea (Aebi et al., 2006) che, a differenza di altri, ha mostrato buone ‘peformance’ nell'attaccare il cinipide del castagno, tale associazione quindi può essere considerata “nuova” insetto indigeno parassitoide che attacca insetto esotico (Santi e Maini, 2011). Questo parassitoide è stato ritrovato anche in altre regioni d’Italia. Sono in corso delle ricerche riguardo la caratterizzazione di diversi parassitoidi indigeni, e tra questi anche di T. flavipes, rinvenuti in castagneti della Campania (Guerrieri et al., 2010).. BIBLIOGRAFIA