Cameraria ohridella Deschka & Dimic (Lepidoptera Gracillariidae) è stata segnalata per la prima volta nel 1985 in Macedonia (Simova-Tosic e Filov, 1985), descritta e classificata in seguito da Deschka e Dimic (1986). Il lepidottero, che è per quanto noto l’unico fillominatore dell’ippocastano in Europa, si è in seguito rinvenuto in vari stati europei tra cui: Austria (Puchberger, 1995) e Ungheria (Szabóky, 1994), Rep. Ceca (Liska, 1997), Slovacchia (Sivicek et al., 1997), Slovenia (Milevoj e Macek, 1997), Croazia (Maceljski e Bertic, 1997) e Germania (Butin e Führer, 1994) dove è risultato particolarmente dannoso. In Italia la prima segnalazione è avvenuta nel 1992 a Dobbiaco (Butin e Führer, 1994). Questo dato è stato in seguito smentito da Hellrigl e Ambrosi (2000). C. ohridella si è poi rinvenuta in Friuli, Veneto, Alto Adige (Zandigiacomo et al., 1997; Zandigiacomo et al., 1998; Pavan e Zandigiacomo, 1998; Hellrigl, 1998a, 1998b; Clabassi, 2000a) ed Emilia (Maini e Santi, 1999) e in Romagna (Maini e Santi, dati non pubblicati). Ancora più recentemente si è osservata a Firenze (Battisti in Hellrigl e Ambrosi, 2000).

Come si riconosce, ciclo biologico e comportamento. 

L’adulto misura circa 5 mm adulto cam.JPG (3235 byte), le ali anteriori sono di colore bruno marrone, con striature bianco argentee mentre quelle posteriori sono grigio scuro con lunghe frange. Le zampe sono biancastre con strisce longitudinali nere.

L’uovo lenticolare è di colore biancastro uovo.jpg (4104 byte). Viene sempre deposto sulla pagina superiore della foglia di ippocastano (oltre 200 casi da noi osservati) e spesso in prossimità della nervatura.

I tempi di sviluppo embrionale dipendono molto dalle condizioni climatiche variando da due a tre settimane (Pschorn-Walker, 1994). La larva di prima età e di primo tipo, apoda (priva di zampe e pseudozampe)larva.jpg (4081 byte), scava una galleria che si presenta a forma di stigmatonomio rotondo. Dopo un certo numero di mute, la mina diventa irregolare e la larva, come in altre specie ipermetaboliche, passa al secondo tipo ed è caratterizzata da zampe toraciche e pseudozampe. Raggiunta la maturità la larva si costruisce un ricovero di seta all’interno della mina bozzolo.jpg (4189 byte).

La pupa obtecta o crisalide è di colore castano bruno e misura 3,5-5 mm. Tale crisalide prima dello sfarfallamento, con una "punta" posto all’apice, fora il bozzoletto e l’epidermide della foglia, si porta poi parzialmente all’esterno in modo che l’adulto possa agevolmente sfarfallare. L’esuvia della crisalide rimane spesso inserita parzialmente nella mina e visibile sulla pagina superiore delle foglie esuvia.jpg (3125 byte). E’ possibile distinguere le crisalidi femminili dalle maschili tramite alcune caratteristiche morfologiche facilmente osservabili al bioculare: le femmine infatti presentano il bordo caudale del sesto urite ingrossato, il settimo segmento è piccolo come i successivi; i maschi invece hanno sesto e settimo urite con il bordo ispessito Crisalidi.jpg (22145 byte)

Come vive

In autunno, nelle foglie cadute a terra, si trovano le crisalidi. Nella primavera successiva sfarfallano gli adulti. Le femmine depongono sulle foglie nuove. Si susseguono diverse generazioni. Nel 1999, a Bologna sono state osservate quattro generazioni complete.
La minatrice fogliare dell'ippocastano si chiama così proprio perché si sviluppa bene solo sulle foglie di questi alberi. Le varietà di ippocastani a fiori rossi sono meno colpite.

C. ohridella a Bologna e dintorni

A Bologna il microlepidottero è stato trovato per la prima volta nel 1998 (Mappe monitoraggio) e nell’anno 1999, ha compiuto quattro generazioni complete e, analogamente a quanto riportato da Principi (1953) per Lithocolletis platani (Stgr.), si è osservata una quinta generazione parziale gener98.jpg (3194 byte). Le larve di questa quinta generazione, infatti, probabilmente non riescono a impupare a causa dell’avanzata stagione (abbassamento della temperatura e scenescenza delle foglie), e quindi muoiono senza poter arrivare a compiere tutto lo sviluppo. Nel 2000 la situazione degli ippocastani in città non ha consentito all'insetto lo svolgimento di queste generazioniGenerazioni2000.gif (36096 byte). Ai primi di agosto la defogliazione era tale da non permettere, nella maggioranza dei casi il proseguimento del ciclo. Per quanto riguarda l’anno 2001 gener98.jpg (3194 byte), si riconfermano le 5 generazioni la quinta di queste inoltre, dato il clima autunnale particolarmente mite, è riuscita a compiere il ciclo di sviluppo, tanto che gli adulti hanno volato fino a novembre.il 2002 si sono contate solo 4 generazioni in quanto, probabilmente a causa del clima particolarmente rigido che si è avuto nella prima metà di settembre, la quarta generazione non si è riprodotta.

Danni

C. ohridella durante lo sviluppo larvale produce un ampia mina che può raggiungere 4cm di lunghezza (Zandigiacomo et al., 1997), osservata in controluce lascia trasparire la larva o la pupaTasto foglia trasp.JPG (5647 byte). Nell’osservazione del danno occorre non confondersi con il fungo Guignardia aesculi (Peck) agente dell’antracnosi dell’ippocastano. I danni provocati da questo fungo alle foglie sono macchie necrotiche di colore giallo-citrino con contorno sfumato e potrebbero assomigliare, a un osservazione molto superficiale, alle mine del lepidottero. Le foglie seccano anche a causa del "brusone" non parassitario. In questo caso il disseccamento inizia in genere nel margine della foglia.
I danni e le maggiori infestazioni interessano la parte più bassa della pianta per poi spostarsi alle foglie più alte con il passare delle generazioni. In presenza di forti infestazioni di C. ohridella si possono trovare diverse decine di mine per l’intera foglia palmata, in queste condizioni l’albero può arrivare alla completa defogliazione già nel mese di agosto e, in taluni casi, provocare una seconda fioritura a fine estate-inizio autunno. Queste forti infestazioni portano a una notevole riduzione dell’attività fotosintetica con conseguente deperimento della pianta.
Gli alberi non affetti da altre avversità difficilmente soccombono. In località dove C. ohridella è dannosa da un maggior numero di anni rispetto a Bologna , fortunatamente, non si sono verificate "morie". Probabilmente, con il tempo, anche il controllo naturale operato da insetti parass.jpg (1986 byte)e altri nemici del microlepidottero contribuirà alla sopravvivenza degli ippocastani. Ci sono già numerosi parassitoidi che utilizzano C. ohridella come ospite in Italia, tra questi Cirrospilus talitzkii (Hymenoptera Eulophidae) CIRROS tast.jpg (6370 byte)è stato segnalato come nuovo per la fauna italiana nel 2002.

Altri insetti dannosi alle foglie di ippocastano

Tra i più frequenti oltre a C. ohridella nella pagina inferiore delle foglie si possono osservare insetti di colore bianco cenere che sono in grado di volare e saltare. Il nome scientifico è Metcalfa pruinosa. A differenza di Cameraria ohridella si trova su moltissime altre piante dove dalle foglie e rami succhia la linfa producendo un liquido zuccherino detto melata. Più raramente si possono avere danni, con erosione dell'intera lamina fogliare, da parte di larve di Lepidotteri o adulti di Scarabeidi.

Links su C. ohridella

Institute for Botany and Plant Protection, Monaco, Germania:
http://www.forst.uni-muenchen.de/LST/ZOO/HEITLAND/PROJECTS/cameraria_e.html

Forstliche Bundesversuchsanstalt, Austria:
http://www.fbva.bmlf.gv.at/inst4/fs-aktuell/nr21/fsa21-inhalt.html

Institut für Phytomedizin, Wien, Austria:
http://www.bfl.at/institut/phyto/kastanie/kmm_ge.htm

REGIONE LOMBARDIA - Servizio Fitosanitario Regionale 

http://et.unipv.it/omp/cameraria/principale.htm

Institute of Organic Chemistry and Biochemistry (IOCB-ASCR, Prague)

http://www.uochb.cas.cz/~natur/cameraria/index.htm

REGIONE EMILIA-ROMAGNA - Assessorato Agricoltura

http://www.regione.emilia-romagna.it/fitosanitar/cameraria/cameraria_novita.htm

INRA - Institut National de la Recherche Agronomique (Francia)

http://cameraria.orleans.inra.fr/index.html

Veneto Agricoltura

http://www.venetoagricoltura.org/cameraria/index_bio.htm

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