Zanzara Tigre
Aedes albopictus (Skuse) (Diptera: Culicidae)

A cura di Romeo Bellini rbellini@caa.it & Marco Carrieri mcarrieri@caa.it

Centro Agricoltura e Ambiente di Crevalcore ent.med@caa.it

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Importanza sanitaria

Ae.albopictus è considerata ottimo vettore di virus e per questo oggetto di numerosi studi di laboratorio. Nei paesi d'origine è implicata nella diffusione di diverse malattie fra le quali la più nota è il Dengue (conosciuta anche come febbre spacca ossa). E' stato evidenziato inoltre che Ae.albopictus è in grado di trasmettere arbovirosi (virus trasmessi da artropodi) indigene quali il La Cross in America e la Febbre Gialla in Africa e in Sud America.

In Italia si possono individuare due ambiti di rischio sanitario in relazione al ruolo vettore.

  • Possibili casi di trasmissione di virus esotici introdotti da persone o animali infetti per i quali prima dell’arrivo di Ae.albopictus non esistevano, nel nostro Paese, vettori idonei. A questa categoria appartengono ad esempio i virus della dengue, della febbre gialla, dell’encefalite di S.Louis ed altri.
  • Incremento delle possibilità di trasmissione dei virus indigeni. Nel bacino del Mediterraneo risultano presenti 7 arbovirus trasmessi da zanzare: Sindbis (SIN), Chikungunya (CHIK), West Nile (WN), Israel Turkey Meningoencephalitis (ITM), Tahyna (TAH), Rift Valley (RVF) e Batai (BAT). In esperienze condotte in laboratorio è stato dimostrato che Ae. albopictus è vettore competente per SIN, CHIK, WN e RVF. Mancano invece dati specifici relativi a ITM, TAH e BAT.

SIN, CHIK, WN, BAT e TAH producono un quadro clinico simile con sintomi che di solito includono febbri, encefaliti, esantemi, dolori articolari.

Il virus WN si manifesta alle nostre latitudini con frequenti foci epidemici perlopiù a carico di uomo, cavalli e uccelli. Nel sud della Francia si registrò un’epidemia negli anni ‘60, nel 1995 casi umani sono stati registrati in Marocco, nel 1997 in Tunisia e Romania (in quest’ultimo paese con alta incidenza di casi fatali). Nel 1998 casi equini sono stati diagnosticati in Italia. Nel 2000 un’epidemia si è verificata in Israele con 12 casi umani mortali e attività si è nuovamente manifestata in Camargue.

Nel 1999 il virus WN è giunto per la prima volta nel continente americano (area di New York) dapprima provocando una moria di diverse specie di uccelli e poi interessando l’uomo con 7 casi letali (il probabile vettore è indicato in Culex pipiens).

RVF causa febbri acute ed emorragiche, meningoencefaliti e retiniti. In Egitto, l’unico Paese del Mediterraneo dove è stato segnalato, ha recentemente (1977 e 1993) causato due epidemie.

Ae. albopictus può inoltre contribuire alla diffusione di Dirofilaria immitis e D. repens, i due principali agenti della filaria canina, essendo stata dimostrata la sua competenza vettoriale in laboratorio (Cancrini et al., 1992). Questa zoonosi risulta attualmente molto diffusa in varie aree del nostro Paese ed in pianura Padana interessa fino al 50% dei cani.

Oltre ai rischi sanitari la sua notevole aggressività nei confronti dell’uomo e la capacità di insediarsi stabilmente con forti popolazioni determinano notevoli disagi nelle aree urbane infestate.